Ottiche di Puntamento

Reticolo di Primo o Secondo Piano Focale: Quale Scegliere

La sigla compare su ogni scheda tecnica e quasi nessuno la spiega in termini di conseguenze pratiche. FFP significa che il reticolo è inciso davanti al gruppo di lenti che ingrandisce, SFP che è inciso dietro. Da questa differenza di posizione discende tutto il resto.

Cosa cambia mentre giri la ghiera

Con un reticolo di secondo piano focale, ruotando l’ingrandimento l’immagine cresce ma il reticolo resta identico. Con il primo piano focale crescono insieme: il rapporto tra reticolo e bersaglio rimane costante a qualsiasi ingrandimento.

La conseguenza operativa riguarda le suddivisioni. Se il tuo reticolo ha trattini per la compensazione dell’alzo o della deriva, su un SFP quei trattini valgono a un solo ingrandimento, quasi sempre il massimo. Se spari a 8x su un 3-12x SFP con reticolo graduato per il 12x, ogni correzione che leggi è sbagliata di un terzo.

Il problema del FFP in penombra

Qui sta il motivo per cui il FFP, nonostante sia tecnicamente più elegante, è la scelta sbagliata per gran parte della caccia italiana. Su un 3-18x FFP portato a 3x, il reticolo si rimpicciolisce fino a diventare un tratto sottilissimo. Nel bosco, con un capo scuro contro fondo scuro nell’ultima mezz’ora di luce, quel reticolo semplicemente non si vede. L’illuminazione compensa in parte, ma solo se la regolazione ai livelli bassi è fine.

Quando il FFP è la scelta giusta

  • Se cambi ingrandimento spesso e usi il reticolo per stimare distanze o correggere il vento.
  • Se spari a distanze molto variabili nella stessa uscita, tipicamente su terreno aperto.
  • Se il range parte da 4x o più, dove il rimpicciolimento del reticolo resta gestibile.

Quando il SFP è la scelta giusta

  • Cerca, frasca, girata: il reticolo pulito e sempre visibile a 1x è un requisito di sicurezza, non di comodità.
  • Selezione a distanze contenute e prevedibili, dove correggi con la torretta e non con le suddivisioni.
  • Ottiche con ingrandimento minimo molto basso, dove il FFP sparirebbe.

Il peggior errore

Comprare un FFP perché lo montano i tiratori sportivi, per poi usarlo sempre allo stesso ingrandimento in un capanno. In quel caso hai pagato una complicazione ottica che non usi e hai peggiorato la visibilità del reticolo nelle condizioni in cui ti serviva di più. La domanda corretta non è quale sia meglio, ma quante volte, realisticamente, cambi ingrandimento tra l’avvistamento e il tiro.

Lo spessore del reticolo conta quanto il piano focale

Una variabile che viene ignorata è la finezza dei tratti. Un reticolo troppo spesso su un SFP a basso ingrandimento copre una porzione di bersaglio non trascurabile alle distanze medie: se il tratto orizzontale nasconde parte della zona vitale, stai tirando su un bersaglio che non vedi interamente. Al contrario, un reticolo troppo fine sparisce contro un fondo scuro e ti costringe ad accendere l’illuminazione anche quando non servirebbe. Il compromesso corretto dipende dal tuo terreno: tratti più marcati per il bosco, più sottili per il tiro su distanza.

Come verificarlo prima di comprare

In negozio, punta l’ottica su un bersaglio a distanza reale e non su una parete a tre metri. Porta l’ingrandimento al minimo e verifica se il reticolo è ancora leggibile con luce ridotta, coprendo parzialmente l’obiettivo con la mano per simulare la penombra. Poi vai al massimo e controlla che i tratti non diventino grossolani. È un test di trenta secondi che ti dice più di qualsiasi scheda tecnica, e va fatto con la stessa ottica che porterai a casa, non con un modello simile della stessa linea.

Questo approfondimento fa parte della guida completa ai cannocchiali da puntamento, dove trovi il quadro completo dell’argomento.

I modelli disponibili, con le fasce di prezzo e le combinazioni di reticolo, sono nel catalogo de Il Bramito: montaggio e taratura si possono concordare direttamente in negozio, a Pergine Valsugana.

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