Preparazione del Trofeo: Bollitura, Scarnificazione e Sbiancamento
È un lavoro che richiede pazienza più che abilità , e in cui la fretta è responsabile di quasi tutti i danni.
1. Iniziare presto
Un cranio lavorato entro poco tempo si pulisce con facilità . Lo stesso cranio dopo giorni richiede molto più lavoro e sviluppa odori che, una volta assorbiti dall’osso, tendono a restare.
Se non è possibile intervenire subito, la soluzione è il congelamento, che sospende tutto senza conseguenze sul reperto.
2. La scarnificazione
Si rimuove la pelle e si asportano le parti molli accessibili con lame sottili e maneggevoli — molto diverse dai coltelli che si usano in campo, dove serve robustezza. Vanno rimossi occhi, lingua, muscolatura masticatoria e cartilagini.
Va svuotata anche la cavità cranica: è il punto in cui si concentra la maggior parte dei problemi successivi, e lasciarne il contenuto significa avere odori e attacchi di insetti per anni.
3. La bollitura, che non è una bollitura
È il passaggio critico. L’acqua deve restare appena sotto il bollore, in leggero fremito. Una bollitura vigorosa degrada la struttura ossea rendendola porosa e fragile, e prolungata può arrivare a compromettere l’attacco delle strutture cornee.
Le strutture cornee non vanno immerse. Solo il cranio entra in acqua, fino a un livello che non raggiunga le basi. Il contatto con l’acqua calda dilava il colore in modo irreversibile: è il danno più comune e il meno recuperabile.
Il criterio per la durata è funzionale, non cronometrico: si procede finché i residui si staccano con facilità , controllando spesso, e ci si ferma appena l’obiettivo è raggiunto.
4. Lo sgrassaggio
È il passaggio che decide come sarà il trofeo tra dieci anni, ed è quello che viene saltato più spesso perché i suoi effetti non si vedono subito.
L’osso contiene grassi che, se non rimossi, migrano lentamente verso la superficie producendo ingiallimenti e macchie oleose. Nessuno sbiancamento successivo li elimina, perché il problema arriva dall’interno.
Si effettua con acqua e prodotti sgrassanti, con tempi lunghi e ricambi ripetuti finché l’acqua resta limpida. È lento e non c’è modo di accelerarlo.
5. Lo sbiancamento
Si esegue con perossido di idrogeno applicato sull’osso, avendo cura di proteggere le strutture cornee. Il prodotto agisce in profondità e uniformemente, e non aggredisce la struttura.
Va applicato su un reperto già perfettamente sgrassato: su un cranio grasso l’effetto è irregolare e di breve durata.
6. L’asciugatura
Lenta, in ambiente asciutto e ventilato, lontano da fonti di calore. L’asciugatura forzata produce fessurazioni e ritiri che deformano le suture del cranio.
Serve anche a un altro scopo: la massa del reperto è la voce principale nei sistemi di valutazione, e va rilevata solo quando l’umidità residua si è stabilizzata. È il motivo per cui i regolamenti prevedono un periodo di attesa prescritto prima che la misurazione sia considerata valida.
7. Il taglio del cranio
Se si intende montare il trofeo su un supporto, il cranio viene sezionato secondo geometrie tradizionali. È un’operazione irreversibile, da fare con attenzione e possibilmente dopo aver deciso il tipo di montaggio.
Va valutata bene: un cranio intero conserva più informazioni e non preclude nulla, mentre un cranio tagliato non torna indietro. Nei casi in cui il reperto abbia interesse documentale, conviene lasciarlo integro.
8. Cosa serve
- Lame sottili e maneggevoli per la scarnificazione, ben affilate.
- Un recipiente capiente, dedicato e non usato per alimenti.
- Una fonte di calore regolabile con precisione.
- Sgrassanti e perossido, con protezioni per le mani e per gli occhi.
- Spazzole e strumenti sottili per le cavità .
- Uno spazio ventilato dove far asciugare per settimane senza disturbo.
Questo approfondimento fa parte della guida completa alla preparazione e valutazione dei trofei, dove trovi il quadro completo dell’argomento.
La scarnificazione richiede lame sottili e maneggevoli, molto diverse da quelle che si usano in campo. Li trovi nella sezione coltelli da caccia del catalogo de Il Bramito, e si possono vedere di persona in negozio a Pergine Valsugana.















