Il Cinghiale

Grufolate, Insogli e Alberi di Frizione: i Segni del Cinghiale

Nessun altro ungulato europeo modifica l’ambiente in modo così visibile. Il problema non è trovare i segni, è interpretarli: la maggior parte delle persone li vede e ne ricava solo “ci sono i cinghiali”.

Le grufolate

Sono aree di terreno rivoltato prodotte dalla ricerca di cibo nel suolo: radici, tuberi, bulbi, invertebrati. Il grugno viene usato come una lama, sollevando la cotica erbosa spesso in modo completo.

Cosa raccontano

  • La profondità indica cosa stavano cercando: superficiale per gli invertebrati, profonda per organi ipogei.
  • L’estensione dà un’idea del numero di animali e del tempo passato sul posto.
  • La freschezza si legge dal colore del terreno esposto e dall’appassimento della vegetazione rovesciata: poche ore contro diversi giorni.
  • La localizzazione dice quali ambienti stanno sfruttando in quella fase stagionale.

Gli insogli

Sono pozze fangose in cui l’animale si rotola. Non è un comportamento accessorio: assolve alla termoregolazione — la specie ha una capacità di sudorazione molto limitata — e al controllo dei parassiti esterni, che restano intrappolati nel fango e vengono poi rimossi.

Sono punti fissi del territorio, utilizzati con costanza e a volte per anni. Individuare un insoglio attivo significa avere trovato uno dei nodi certi della frequentazione di quel settore, ed è il posto migliore dove collocare un dispositivo di monitoraggio.

Come si valuta l’attività

Un insoglio in uso ha acqua torbida, fango smosso, impronte fresche sui bordi e sponde modellate. Uno abbandonato ha acqua limpida o è asciutto, con vegetazione che ricomincia a colonizzarne i margini.

Gli alberi di frizione

Dopo l’insoglio l’animale si sfrega contro fusti vicini, depositando fango e lisciando la corteccia. Sono riconoscibili per il fango sul tronco, la corteccia consumata e lucidata, e spesso peli rimasti impigliati.

L’altezza del fango è un’informazione preziosa: dà una stima diretta della taglia dei soggetti che frequentano quel punto, ed è uno dei pochi modi per capire se in un settore transitano soggetti di mole importante.

I passaggi

Il cinghiale usa percorsi fissi, spesso tunnel sotto la vegetazione fitta, che appaiono come gallerie battute alte poco da terra. Sono estremamente costanti nel tempo e rappresentano i punti migliori per il monitoraggio passivo.

Vanno cercati nelle zone di transizione: margini tra bosco e coltivo, attraversamenti di corsi d’acqua, passaggi sotto recinzioni.

Le lettiere

Giacigli costruiti raccogliendo vegetazione, usati per il riposo e, in forma più elaborata, dalle femmine per il parto. Un giaciglio da parto è un segno importante e delicato: la zona va lasciata tranquilla.

Come mettere insieme le informazioni

Il valore non sta nel singolo segno ma nella mappa. Grufolate nelle aree di alimentazione, insogli e frizione nelle zone di rifugio, passaggi che collegano le une alle altre: messi insieme, disegnano l’uso dello spazio da parte del gruppo.

Annotare posizione e data trasforma questa lettura in una serie storica, e nel giro di una stagione permette di capire come cambiano le abitudini con la disponibilità alimentare e con la pressione. È il tipo di lavoro che nessuna singola uscita può sostituire.

Distinguere il cinghiale dalle altre specie

Due confusioni ricorrono. La prima riguarda le grufolate, che vengono talvolta attribuite ad altre specie: nessun altro animale nostrano rivolta il suolo su superfici estese in quel modo, e il dubbio si scioglie cercando le impronte nel terreno smosso, dove restano nitide.

La seconda riguarda i segni sui fusti. Il fango depositato in altezza e la corteccia lisciata sono caratteristici della frizione dopo l’insoglio, e non vanno confusi né con i fregoni dei cervidi — prodotti dal palco, senza fango, su fusti sottili — né con lo scortecciamento alimentare, che presenta segni di denti.

La presenza di peli impigliati sul tronco all’altezza del fango è la conferma definitiva, e permette anche di stimare la taglia dei soggetti che frequentano quel punto.

Questo approfondimento fa parte della guida completa al cinghiale, dove trovi il quadro completo dell’argomento.

Il cinghiale si studia quasi tutto nelle ore buie, e il monitoraggio passivo è spesso l’unico modo per sapere cosa succede davvero in un settore. Li trovi nella sezione fototrappole del catalogo de Il Bramito, e si possono vedere di persona in negozio a Pergine Valsugana.

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