Lepre Europea: Comportamento, Covo e Ritmi Notturni
È una specie che quasi tutti credono di conoscere e che quasi nessuno ha osservato davvero, perché vive nelle ore in cui non siamo in giro.
Il covo
La lepre non scava tane. Trascorre l’intera vita in superficie, riposando in un avvallamento poco profondo che ricava nel terreno nudo, tra le stoppie o nella vegetazione bassa: il covo.
La scelta del sito non è casuale. Predilige punti con buona visuale sui dintorni, riparo dal vento dominante e vie di fuga sgombre. In inverno cerca esposizioni soleggiate; in estate posizioni ombreggiate e ventilate.
La strategia difensiva
Si basa su due fasi in sequenza. La prima è l’immobilità assoluta: appiattita nel covo, con orecchie abbassate, conta interamente sul mimetismo e lascia avvicinare a distanze molto ridotte.
La seconda scatta quando ritiene di essere stata individuata, ed è una fuga esplosiva, molto veloce, con cambi di direzione bruschi e sfruttamento del terreno. Le due fasi insieme spiegano l’esperienza tipica di chi cammina in campagna: non vede nulla, poi improvvisamente una lepre parte a pochi metri.
I ritmi
L’attività si concentra tra il crepuscolo e l’alba. Durante il giorno la lepre resta nel covo, salvo spostamenti brevi e disturbi. Con il buio esce per alimentarsi su prati, coltivi e margini, percorrendo distanze anche considerevoli.
Come per altre specie, il grado di attività diurna dipende dal disturbo: dove la pressione è bassa la si osserva anche in pieno giorno, dove è alta diventa quasi esclusivamente notturna.
I piccoli
Nascono già coperti di pelo, con gli occhi aperti e in grado di muoversi. È l’opposto del coniglio, i cui piccoli nascono nudi e ciechi in una tana.
La madre li separa in punti diversi e li raggiunge brevemente, in genere una volta al giorno, per un allattamento rapido. La logica è ridurre al minimo la presenza e l’odore attorno ai piccoli: disseminarli significa che un predatore che ne trova uno non trova gli altri.
La conseguenza pratica per chiunque frequenti la campagna è la stessa che vale per i caprioli: un piccolo apparentemente solo non è abbandonato. Va lasciato dov’è.
L’alimentazione
Erbe, germogli, colture erbacee, e nella stagione fredda anche cortecce e rametti. È selettiva e predilige la vegetazione giovane e nutriente, il che la lega strettamente alla presenza di ambienti diversificati e di margini.
Un paesaggio a monocoltura estesa non la sostiene, anche quando sembra offrire cibo in abbondanza: manca la varietà e mancano i rifugi.
Lo spazio
Frequenta aree relativamente ampie, con spostamenti quotidiani tra le zone di riposo e quelle di alimentazione. Non è territoriale in senso stretto e le aree di più individui si sovrappongono ampiamente.
Le patologie
Le popolazioni sono soggette a patologie che possono causare mortalità elevate e improvvise, con andamenti che a volte spiegano cali locali attribuiti ad altre cause. Un rinvenimento di più animali morti nella stessa zona va segnalato ai servizi competenti, perché è il tipo di informazione su cui si basa la sorveglianza sanitaria.
Come osservarla
Restando fermi su un margine al crepuscolo, con il vento a favore, e aspettando. Le uscite di ricerca attiva producono quasi solo fughe: la lepre percepisce l’avvicinamento molto prima e o resta immobile o parte quando è troppo tardi per osservarla.
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