Scortecciamenti alberi cervidi e cinghiali: Guida Tecnica
Posso distinguere un cinghiale da un cervo solo guardando un albero scortecciato? Sì, in modo inequivocabile. Il segnale è scritto nell’altezza del danno, nell’orientamento dei segni dei denti e nella presenza di materiali accessori come fango o peli. La diagnosi corretta evita di sovrastimare la popolazione di una specie a scapito dell’altra in una specifica particella forestale.
Meccanica del danno: Incisivi vs Zanne
Il cervo scorteccia per nutrirsi, specialmente in inverno quando il foraggio scarseggia. Utilizza gli incisivi inferiori (mancando di quelli superiori) per ‘grattare’ la corteccia dal basso verso l’alto. I segni che lascia sono solchi verticali, paralleli, lunghi dai 10 ai 20 cm, situati solitamente tra 1 metro e 1,5 metri di altezza. Le specie preferite sono il Frassino, il Salice e il giovane Abete rosso. Il cinghiale, invece, non mangia la corteccia in modo sistematico; la distrugge durante l’insoglio (sfregamento dopo il bagno di fango). Il danno del cinghiale è quasi sempre situato sotto i 60-80 cm dal suolo. Non vedrai segni di denti verticali, ma piuttosto una corteccia ‘lucidata’ o scrostata da una pressione laterale violenta, con abbondanti tracce di fango secco e setole incastrate nelle fessure del legno.
Fregoni e territori: il segnale riproduttivo
Durante il periodo del bramito o della pulizia del velluto, i cervidi creano i ‘fregoni’. Questi non sono danni da alimentazione, ma segnali visivi e olfattivi. Un cervo maschio adulto sceglierà un arbusto o un giovane tronco (spesso conifere resinose come il Larice o il Pino) e lo colpirà con le corna per marcare il territorio. Il risultato è una corteccia sfilacciata, ridotta a fibre sottili, spesso accompagnata dal forte odore muschiato delle ghiandole pre-orbitali. Se lo scortecciamento è localizzato su un lato solo dell’albero e presenta fibre di legno strappate e non ‘tagliate’, è un fregone di cervide. Nota tecnica: Se il danno è alla base (0-20 cm) e il legno appare rosicchiato in modo circolare, il colpevole è l’istrice o piccoli roditori, non un ungulato.
Impatto economico e gestione forestale
Per un proprietario boschivo in Val di Fiemme o nelle foreste casentinesi, identificare correttamente l’autore è vitale. Lo scortecciamento da cervo compromette il valore del legname da opera perché introduce funghi e marcescenze nel cuore del tronco (cambio). Lo sfregamento del cinghiale è meno dannoso a lungo termine, ma indica una presenza massiccia di punti di abbeverata o insogli nelle vicinanze. Quando non preoccuparsi: Se lo scortecciamento è vecchio, con i bordi della corteccia che presentano un callo cicatriziale evidente, il danno è stabilizzato. Inseguire un animale basandosi su segni cicatrizzati da mesi è un errore strategico elementare per qualsiasi fotografo o osservatore.
Questo approfondimento fa parte della guida completa al tracking faunistico e ai segni di presenza, dove trovi il quadro completo dell’argomento.















