Fototrappolaggio e Monitoraggio

Fototrappole no glow vs low glow differenza: guida tecnica

Confronto tecnico sulle frequenze IR

  • Lunghezza d’onda No Glow: 940 nanometri (nm). I LED sono totalmente invisibili all’occhio umano e alla quasi totalità della fauna selvatica.
  • Lunghezza d’onda Low Glow: 850 nanometri (nm). I LED emettono un fioco bagliore rossastro visibile se si guarda direttamente la sorgente.
  • Gittata illuminazione: Le Low Glow garantiscono circa il 25-30% di profondità di campo in più rispetto alle No Glow a parità di potenza. Una Low Glow arriva mediamente a 20-25 metri, una No Glow fatica oltre i 15 metri.
  • Qualità d’immagine notturna: Le frequenze 850nm (Low Glow) producono immagini più nitide, contrastate e con meno rumore digitale rispetto ai 940nm.
  • Consumo energetico: I LED No Glow richiedono più energia per generare un’illuminazione sufficiente, impattando maggiormente sulla durata delle batterie (circa -15% di autonomia).

Quando NON scegliere una No Glow

È un errore tecnico acquistare una No Glow (940nm) se il tuo obiettivo è monitorare un’ampia radura o un pascolo alpino dove gli animali transitano a distanze superiori ai 12 metri. Otterresti solo sagome scure e sgranate. La No Glow è inutile anche se la fototrappola è posizionata a un’altezza superiore ai 4 metri (es. su un palo o una parete rocciosa), poiché la dispersione del fascio IR invisibile renderebbe lo scatto illeggibile.

Il verdetto per il monitoraggio faunistico

Scegli la tecnologia No Glow esclusivamente per il monitoraggio del Lupo o per la videosorveglianza contro il bracconaggio e il vandalismo. Per la maggior parte degli ungulati italiani (caprioli, cervi, daini), il bagliore a 850nm delle Low Glow non costituisce un elemento di disturbo tale da alterare il comportamento naturale, offrendo in cambio una qualità documentativa nettamente superiore.

Questo approfondimento fa parte della guida completa al fototrappolaggio professionale, dove trovi il quadro completo dell’argomento.

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