Protezione dell'Udito

Manutenzione degli Otoprotettori: Cuscinetti, Batterie e Igiene

È l’aspetto che determina se un dispositivo continua a proteggere come il giorno dell’acquisto, e il degrado avviene in modo talmente graduale da non essere percepito.

I cuscinetti: il componente che decide tutto

Nelle cuffie, l’attenuazione dipende dalla tenuta del cuscinetto contro la testa. Con il tempo il materiale si indurisce per effetto di calore, sudore e invecchiamento, perdendo elasticità e capacità di adattarsi al profilo del cranio. Il risultato è una perdita di attenuazione progressiva e invisibile.

I segnali: superficie che appare secca o screpolata, rigidità al tatto rispetto a un cuscinetto nuovo, tracce di deformazione permanente. La sostituzione periodica è prevista dai costruttori seri, che forniscono i ricambi — la disponibilità dei quali è, non a caso, uno degli indicatori di serietà di un prodotto.

L’archetto

La forza con cui l’archetto preme i padiglioni contro la testa è parte del sistema di tenuta. Un archetto allargato dall’uso — o, peggio, deliberatamente allargato per comodità — riduce la pressione e quindi l’attenuazione. Non va piegato, e se la pressione è diventata insufficiente il dispositivo va sostituito.

L’igiene, che riguarda la salute

Gli inserti si collocano nel condotto uditivo, e questo pone una questione sanitaria concreta. I tappi comprimibili monouso vanno usati una volta e non riutilizzati; quelli riutilizzabili e quelli su misura vanno puliti dopo ogni impiego secondo le indicazioni del produttore, e conservati asciutti in una custodia chiusa.

  • Mani pulite prima dell’inserimento, sempre. Sul campo è la regola più trascurata e la più rilevante.
  • Non condividere gli inserti con altre persone.
  • Non inserirli in presenza di infiammazione o dolore auricolare, ma rivolgersi a un medico.
  • Sostituire i tappi riutilizzabili che presentano alterazioni, irrigidimenti o perdita di forma.

Le batterie

Vale quanto per ogni altro dispositivo elettronico portato in montagna: la capacità cala sensibilmente al freddo, e la scorta va tenuta in una tasca interna vicino al corpo. Se il dispositivo prevede lo spegnimento automatico dopo inattività, va lasciato attivo: è la funzione che evita di trovare la batteria esaurita per averlo dimenticato acceso nello zaino.

Per il rimessaggio lungo, le batterie vanno rimosse: una cella lasciata all’interno per mesi può perdere liquido e danneggiare i contatti in modo non recuperabile.

Pulizia e stoccaggio

Superficie esterna pulita con panno appena umido, mai immersione salvo diversa indicazione. Microfoni e griglie vanno liberati da polvere e detriti con un pennello morbido, perché una griglia ostruita riduce la sensibilità dell’ascolto ambientale e viene scambiata per un guasto. Stoccaggio in ambiente asciutto e areato, con l’archetto non compresso.

Il controllo a inizio stagione

Cinque minuti che vale la pena dedicare: stato dei cuscinetti, tenuta dell’archetto, funzionamento di entrambi i canali con il test della voce, autonomia della batteria, pulizia delle griglie, presenza dei ricambi. È lo stesso controllo che si fa su ottiche e attrezzatura, e riguarda un dispositivo che protegge qualcosa che non si può sostituire.

Il test dei due canali

Su un dispositivo stereo è facile non accorgersi che un lato ha smesso di funzionare, perché il cervello compensa. La verifica si fa coprendo alternativamente un microfono esterno con un dito mentre qualcuno parla: devi percepire chiaramente il calo su quel lato e non sull’altro. Se un canale è muto, la localizzazione è persa e il dispositivo va riparato prima della stagione.

Quando sostituire, non riparare

  • Archetto che ha perso tensione in modo evidente e non recuperabile.
  • Cuscinetti non più disponibili come ricambio per quel modello.
  • Crepe nella struttura del padiglione, che compromettono la tenuta passiva.
  • Elettronica con malfunzionamenti intermittenti, che sul campo si tradurranno in un’assenza di protezione proprio quando serve.

Il rimessaggio

A fine stagione: pulizia, rimozione delle batterie, archetto disteso e non compresso, custodia in ambiente asciutto. Un dispositivo riposto sporco e con la batteria dentro è la ricetta per ritrovarlo, otto mesi dopo, con contatti corrosi e cuscinetti irrigiditi — cioè in condizioni peggiori di come lo avevi lasciato, e con una protezione reale inferiore a quella che credi di avere.

Questo approfondimento fa parte della guida completa agli otoprotettori per la caccia, dove trovi il quadro completo dell’argomento.

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