Abbigliamento e Attrezzatura

Tessuti silenziosi per avvicinamento fauna: oltre il Gore-Tex

L’acustica dei materiali nel bosco

L’errore fatale del fotografo naturalista è confondere l’impermeabilità con l’efficacia nell’avvicinamento. Una membrana a 3 strati standard genera un fruscio meccanico che oscilla tra i 60 e i 75 decibel ad ogni passo. In un bosco di faggio dell’Appennino Tosco-Emiliano in autunno, dove il rumore ambientale di fondo può scendere sotto i 30 dB, questo rumore è un segnale d’allarme che gli ungulati percepiscono a oltre 150 metri di distanza.

La superiorità del Brushed Tricot e della Lana cotta

Per l’avvicinamento reale, il tessuto deve presentare una superficie ‘garzata’ o micro-pelosa che rompe le onde sonore. Il poliestere spazzolato (Brushed Tricot) riduce l’attrito superficiale del 70% rispetto a un guscio rigido. La lana cotta o i tessuti in misto lana sono gli unici a permettere un movimento quasi muto anche quando sfregano contro rami secchi o rovi.

Limiti dei tessuti silenziosi

Il silenzio ha un costo tecnico: la resistenza all’acqua. I tessuti estremamente silenziosi sono solitamente privi di membrana o utilizzano membrane idrorepellenti (DWR) che cedono dopo 40 minuti di pioggia battente. In contesti di alta quota con meteo instabile, la scelta deve ricadere su softshell con faccia esterna in maglia fine.

Per chi è totalmente inutile

Se la vostra attività si limita all’osservazione da capanno o da bordo strada con teleobiettivi da 600mm, investire in tessuti silenziosi è superfluo. Qui conta solo l’isolamento termico e il camuffamento cromatico, poiché la distanza annulla l’impatto del rumore sartoriale.

Questo approfondimento fa parte della guida completa all’abbigliamento tecnico e al camuffamento, dove trovi il quadro completo dell’argomento.

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