Intimo lana merino vs sintetico trekking: guida ai pesi e ai gsm
Dati tecnici e soglie di efficienza termica
L’efficacia dell’abbigliamento a contatto con la pelle non si misura in ‘morbidezza’, ma in gestione dei grammi d’acqua per centimetro quadrato. La lana merino di alta qualità deve avere una finezza della fibra inferiore ai 18.5 micron per evitare irritazioni meccaniche durante lo sfregamento prolungato su pendenze superiori al 15%.
- Grammatura 150 g/m²: Ideale per attività aerobica intensa tra i 10°C e i 20°C. Asciuga il 30% più lentamente del poliestere ma mantiene il calore anche se satura.
- Grammatura 200-250 g/m²: Indispensabile per appostamenti statici o trekking invernali nell’Appennino Centrale con temperature sotto lo zero.
- Sintetico (Polipropilene/Poliestere): Tempo di asciugatura inferiore ai 15 minuti in condizioni di vento costante a 5 km/h.
- Lana Merino: Capacità di assorbire vapore acqueo fino al 33% del proprio peso senza risultare bagnata al tatto.
Quando NON scegliere la lana merino
In estate, su sentieri esposti con umidità relativa superiore all’80%, la lana merino diventa un limite. Una volta satura di sudore, il peso del capo aumenta sensibilmente e la velocità di evaporazione è insufficiente a prevenire il surriscaldamento. Per sessioni di trail running o fast-hiking sotto il sole di luglio, il sintetico a struttura alveolare è tecnicamente superiore.
Il peggior errore: il mix acrilico
Evitate capi che dichiarano ‘misto lana’ con percentuali di acrilico o cotone superiori al 10%. Il cotone trattiene l’umidità per ore, abbassando la temperatura corporea di 2-3 gradi non appena ci si ferma, innescando brividi e rischio ipotermia in contesti alpini sopra i 2000 metri.
Questo approfondimento fa parte della guida completa all’abbigliamento tecnico e al camuffamento, dove trovi il quadro completo dell’argomento.















